



È stata una delle mie prime esperienze di scambio culturale e volontariato; come tale, non mi è stato possibile farmi aspettative ed è stata questa la parte migliore del viaggio. Infatti, nell’arco della nostra permanenza, ogni situazione, ogni attimo è stato una novità e una possibilità di arricchire il mio bagaglio di vita. A partire dal nostro arrivo sino alla partenza la parola d’ordine è stata accoglienza, ed è proprio grazie a questa accoglienza che io, come i miei compagni di viaggio, abbiamo potuto interagire ed entrare in connessione con persone, dai più piccoli agli adulti. Condividendo parole, spazi e tempo ci è stato possibile osservare, comprendere e imparare valori e nozioni che difficilmente potremo imparare altrove, a partire dal modo di vivere, diverso e dal quale si possono rubare molti insegnamenti, fino questioni di più grande portata, quelle che più spesso rimangono indelebili nei ricordi. “Adattamento” è un’altra parola chiave, per questo come per qualunque altro viaggio; nel momento in cui ci si affaccia ad una cultura diversa è fondamentale adattarsi, e così facendo sperimentare se stessi e le proprie abilità, come i propri punti deboli, all’interno di un contesto diverso da quello che si vive quotidianamente. Il risultato è una scoperta del se che, oltre ad essere estremamente affascinante e arricchente, può risultare utile nella vita di tutti i giorni, nelle interazioni interpersonali, nell’affrontare ostacoli… Per quanto riguarda la mia esperienza non credo di poter parlare di aspetti negativi in quanto anche le difficoltà si sono trasformate in momenti di esperimento e indagine, dai quali non è stato complesso trarre qualcosa di positivo!